21-07-2008
LAVORO: PER CESARE DAMIANO LA MANOVRA FINANZIARIA NON AIUTA NE' LA CRESCITA NE' L'EQUITA'
Damiano: "Difenderemo il testo unico sulla sicurezza". Un incontro per parlare di lavoro. Un seminario che ha messo al centro l’analisi della manovra economica del governo in questo campo, che ne ha evidenziato i lati positivi (pochi) e, al tempo stesso, le tante criticità. E’ questo il senso del convegno organizzato dall’associazione Europa, Lavoro, Impresa (Eli) dal titolo “Manovra economica, lavoro e occupazione”, che ha visto la partecipazione del viceministro ombra del Lavoro Cesare Damiano del vicepresidente della commissione Lavoro del Senato Tiziano Treu e di molte personalità del sindacato e del mondo del lavoro. Ad aprire i lavori è stato proprio l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano. La relazione si è concentrata appunto sulla manovra finanziaria del Governo. “Siamo di fronte – spiega Damiano – a una manovra che non aiuta la crescita del Paese, non ha aspetti di equità sociale. Per quanto riguarda il lavoro, inoltre, punta alla deregolazione delle tutele previste dal protocollo del 2007”. Un giudizio decisamente negativo, solo in parte attenuato da alcuni accorgimenti apportati dal governo nelle ultime ore, anche e soprattutto grazie all’intervento del Partito Democratico. “Grazie alla nostra azione di opposizione abbiamo sventato il tentativo di cambiare la norma relativa all’obbligo delle aziende di comunicare l’assunzione il giorno prima dell’inizio del lavoro. Il governo voleva ripristinare la norma precedente della comunicazione cinque giorni dopo l’inizio dell’attività, aprendo così la strada alle irregolarità e al lavoro nero”. La questione della comunicazione dell’assunzione assume ancora più rilievo se la si analizza dal punto di vista della sicurezza sul lavoro: “Nell’edilizia – fa notare il viceministro ombra – gran parte dei morti sul lavoro risultavano deceduti il giorno stesso della loro assunzione”. Il governo ha ritirato dunque questo documento e, al tempo stesso, ha ripristinato sulla base delle indicazioni fornite dal Partito Democratico “le regole sui contratti a termine e sull’utilizzo del lavoro accessorio in agricoltura, che verrà utilizzato, come previsto dal protocollo, per studenti e pensionati”. Damiano giudica il lavoro fatto in questi settori e il tipo di influenza esercitata sul governo “un buon risultato”. Ora, sottolinea, “vigileremo perché non cambino idea”. Quanto al futuro, l’attività del Partito Democratico non cesserà, anzi. “Dobbiamo costruire una piattaforma sociale – afferma Damiano – per l’autunno, in vista della grande mobilitazione del 25 aprile, seguendo la strada del coinvolgimento degli attori sociali”. Le priorità? “Difendere e applicare il protocollo del 23 luglio 2007, approvato da oltre 5 milioni di lavoratori, applicare e difendere il testo unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori”. Dopo la relazione di Cesare Damiano è stata la vota di un folto gruppo di sindacalisti, professionisti e professori. Tra gli altri sono intervenuti Agostino Megale della Cgil, Paolo Pirani della Uil, Giorgio Santini della Cisl, il professor Carmine Russo e la senatrice Franca Donaggio. Ha concluso il senatore e vicepresidente della commissione Lavoro al Senato Tiziano Treu. Quella del governo, sottolinea, “è una manovra recessiva: se non si cambia segno su salari e investimenti rischiamo di avere conseguenze pesanti sui salari e un crollo sull'occupazione”.

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