22-08-2008
FASSINO ALLA FESTA SENESE: "AVANTI COL PD"
“Avanti con il Pd, una tra le più grandi forze riformiste in Europa”. Sono state oltre mille le persone che ieri, giovedì 21 agosto hanno gremito l’anfiteatro della Fortezza Medicea per ascoltare Piero Fassino, intervistato da Daniele Magrini alla prima Festa del Partito democratico di Siena. Tanti i temi emersi nel corso dell’intervista al ministro degli esteri del governo ombra del Pd: dalla crisi in Georgia al rilancio dell’Unione Europea fino al ruolo del Partito democratico all’opposizione. Sollecitato dai video, proposti da Daniele Magrini e tratti da You tube e internet, Piero Fassino ha risposto tutto di un fiato alle domande sul conflitto in Ossezia e sul ruolo dell’Europa e degli Usa a livello internazionale. “La guerra tra Georgia e Russia non è un conflitto “locale” poiché avviene in un’area, il Caucaso, strategica per la sicurezza e la stabilità del mondo intero. Intorno a questa regione stanno infatti Paesi come l’Afghanistan, l’Iran, l’Iraq, la Turchia, poco distante c’è il Medio Oriente e sopra la Russia. L’Unione Europea ha agito con tempestività, con un’azione di negoziazione, che ha portato a una tregua e al silenzio delle armi. E’ evidente che dobbiamo preoccuparci di consolidare la tregua, traducendola in pace duratura sulla base di un assetto condiviso e riconosciuto da tutti i soggetti protagonisti”. “Nella vicenda della Georgia il governo italiano – ha detto Fassino – ha dimostrato tutta la sua debolezza. Prima con la ridicola campagna propagandistica che voleva fa credere agli italiani che Berlusconi, con qualche telefonata dalla sua villa in Sardegna, avesse giocato un qualche ruolo nella crisi e poi con l’assenza del ministro Frattini alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue. La mancata partecipazione dell’Italia ha, infatti, trasmesso agli altri Paesi l’idea di una sottovalutazione e di un minore impegno italiano, che non è utile al nostro Paese e non è giusto. Anche perché, invece, l’Italia può giocare un ruolo attivo nella risoluzione del conflitto”. Piero Fassino ha poi parlato dell’Europa e delle difficoltà che sta incontrando il processo di integrazione. “Stiamo vivendo un passaggio delicato. Per quasi cinquant’anni, infatti, stare in Europa è stato percepito dalla stragrande maggioranza dei cittadini europei, come un vantaggio, un’opportunità. Oggi assistiamo a un mutamento di orientamento dell’opinione pubblica che considera l’Europa un rischio e non una convenienza. Due le ragioni principali: la paura provocata dalla globalizzazione e la lontananza delle istituzioni europee dai cittadini. Io sono sicuro che la risposta non sia ripiegare sulla dimensione nazionale ma scommettere nell’Europa. Sappiamo bene che in questi cinquant’anni nessun paese europeo avrebbe conosciuto la stessa crescita e la stessa prosperità senza l’integrazione europea. E che in ogni caso oggi nessuna nazione del nostro continente sarebbe più forte da sola”. Il ministro del governo ombra ha parlato poi di immigrazione e della proposta di raccogliere le impronte dei bambini Rom. “Oggi in Italia – ha detto Fassino – l’immigrazione è un fenomeno strutturale che ha bisogno di essere governato attraverso politiche adeguate e mirate. La destra rappresenta questo fenomeno come un rischio o un pericolo, senza far niente per governarlo. Usare le impronte come elemento di identificazione per i cittadini è giusto ma diventa sbagliato quando si introduce un fattore di discriminazione, limitando questo strumento a determinati gruppi etnici”. Nella parte conclusiva dell’intervista Fassino ha parlato del Pd e delle prospettive per il futuro. “Non dobbiamo essere prigionieri della sconfitta ma anzi dobbiamo essere consapevoli che siamo una delle cinque più grandi forze riformiste dell’Europa. Io credo che ci voglia del tempo per far maturare le posizioni e allargare, elezione dopo elezione, il nostro consenso. Dobbiamo mettere in campo tutte le nostre energie per affrontare le sfide che abbiamo di fronte: dalle europee e alle amministrative del prossimo anno fino al 2011. Io sono sicuro che ce la faremo e ce lo dimostrano ogni volta la nostra gente e il loro entusiasmo”.

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