24-03-2009
REGIONE TOSCANA, MARTINI: ALTRO CHE PIANO CASA, E' COME DIRE PASSATE COL ROSSO!
Si può semplificare e rilanciare l'edilizia senza stravolgere nulla. In Toscana è già possibile. Se il Governo non cambia, ricorso alla Consulta. «Quello del Governo non è un piano casa. Non darà la casa a chi ne ha bisogno, farà costruire nuovi volumi a chi la casa ce l'ha già. E' un decreto che fa carta straccia del federalismo e delle norme sull'urbanistica in nome di un assunto: c'è la crisi, rilanciamo l'economia attraverso l'edilizia. Noi siamo d'accordo che l'edilizia è un volano per contrastare la crisi, ma non c'è bisogno di buttare a mare tutte le regole, che sono garanzie per tutti. E' un po' come dire: siccome si deve velocizzare il traffico, si può passare col rosso». Il presidente della Toscana, Claudio Martini, affiancato dal vicepresidente Federico Gelli e dall'assessore all'urbanistica, Riccardo Conti, ha aperto così la conferenza stampa sul provvedimento del Governo intitolato “Misure urgenti per il rilancio dell'economia attraverso la ripresa delle attività imprenditoriali edili”, in vista dell'incontro che si terrà a Roma domani. «Questi sono i tempi – dice Martini –. Venerdì abbiamo avuto la bozza del decreto legge, domani le Regioni avranno un incontro col Governo, venerdì il decreto sarà all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri.» Il presidente della Toscana rilancia la sua proposta, che è anche un appello alla ragionevolezza. «Non un decreto legge, ma un disegno di legge. Un provvedimento che non butti all'aria le regole e le competenze costituzionali di Regioni ed Enti locali sul governo del territorio, che consenta di mettersi intorno ad un tavolo e di varare rapidamente un testo che faccia bene all'economia, ma non devasti il territorio e non sia fonte di liti fra vicini. Noi ci stiamo – ribadisce Martini - non siamo pregiudizialmente contrari. In questo testo ci sono cose che ci piacciono: per esempio le misure sull'edilizia sostenibile, sulla riconversione energetica, quelle che permettono di eliminare le brutture. Ma non c'è bisogno di un decreto legge che azzeri tutti gli strumenti urbanistici e permetta la giungla. Il contenzioso fra i privati, così, diverrà esponenziale.» E in proposito Martini avverte:«Passare col rosso, forse fluidifica il traffico, ma è pericoloso. Avete mai partecipato ad una riunione di condominio? Vi immaginate la litigiosità che verrà fuori? Uno vuole alzare la soffitta, l'altro non è d'accordo. E giù cause.» Ma non basta. «Ai comuni – continua il presidente – viene dato solo un ruolo “notarile”. Dovranno tenere un registro delle Dia (le denunce di inizio attività che consentiranno le costruzioni in deroga agli strumenti urbanistici) e alla fine, il 31 dicembre 2011, dovranno adeguare i loro strumenti urbanistici a quello che nel frattempo sarà stato fatto. Le soprintendenze poi potranno esprimersi solo in casi eccezionali ed entro 30 giorni. Vi immaginate cosa succederà?» Ma la Toscana ci tiene a sottolineare che, senza stravolgere le regole, le cose si possono fare. «In Toscana abbiamo già – dice Martini – 50 mila Dia all'anno. Siamo la regione che ne ha di più. Città come Prato e come Arezzo ne hanno circa 3 mila all'anno. Possiamo far conoscere di più e meglio questo strumento, possiamo semplificare ulteriormente le procedure. Abbiamo già in Consiglio regionale una legge sulla semplificazione, possiamo aggiungere ulteriori misure.» Ma molto è già stato fatto. «Ieri – ricorda il presidente della Regione – la giunta ha licenziato una delibera in applicazione del piano paesaggistico che già consente, nel rispetto delle regole, molte delle cose che farà fare il decreto del Governo. Ma senza stravolgere nulla. » Infine le risposte sulla casa. «Abbiamo già emanato – ribadisce Martini – bandi per 120 milioni di euro rivolti ai Comuni per alloggi da da destinare alla locazione sociale. Stiamo per varare altre misure urgenti, per 130 milioni di euro, per reperire alloggi da dare in affitto a canone “sostenibile”. Infine abbiamo concordato con il Governo il piano casa da 550 milioni di euro, che per la Toscana significano 31 milioni di euro, sempre per dare risposte all'emergenza alloggi. In tutto – sottolinea – sono 280 milioni –. Questo è un piano casa.» Infine le contromisure. «Noi speriamo di farcela - conclude Martini – a convincere il Governo a modificare il provvedimento. In caso contrario, saremo costretti a ricorrere alla Corte Costituzionale e a varare quanto prima una legge regionale che consenta alla Toscana di difendere il lavoro fatto, con fatica, in tutti questi anni e di salvare il suo patrimonio paesaggistico.»

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