25-08-2009
QUANDO LA SICUREZZA DIVENTA SOLO UNO SPOT
Decreto-sicurezza, pacchetto sicurezza, reato d’immigrazione clandestina e aggravante di clandestinità per difendere la sicurezza. Il governo l’ha usata e abusata, ne ha fatto il cavallo di battaglia della campagna elettorale prima, e il ricatto quotidiano per mantenere il consenso poi. Il dibattito. A Genova il tema più inflazionato da mass-media e maggioranza diventa riflessione politica e sociale con interventi importanti come quello di Roberta Pinotti, responsabile Difesa del Partito Democratico, e quello di Flavio Zanonato, sindaco di Padova. Tra gli altri anche Don Antonio Mazzi, sacerdote noto per il suo impegno nel recupero dei tossicodipendenti. “Se penso a tutti i soldi levati alle forze dell’ordine e magari utilizzati per le ronde o per altri provvedimenti di questo tipo mi chiedo a cosa pensi il governo. Parlano di sicurezza e poi tagliano i viveri a polizia e carabinieri? Ma mi sembra ovvio, la coperta è corta e da qualche parte si dovrà pur togliere, la maggioranza è arrivata al paradosso”. E tutto questo per cosa poi? L’esponente PD ricorda episodi ridicoli nella loro drammaticità, come quello in cui il protagonista è un venditore ambulante di cocco. Per neutralizzare la minaccia di questo pericoloso “delinquente comune”, sprovvisto di permesso di soggiorno, è stato disposto un ingente spiegamento di forze dell’ordine, un vero e proprio blitz finalizzato alla cattura del famigerato ambulante da spiaggia. “Tutto questo ovviamente – spiega la Pinotti – sotto l’occhio vigile delle telecamere, appositamente avvertite in precedenza”. In buona sostanza un “reality-spot”. Evitare episodi del genere, e la conseguente intolleranza diffusa, non vuol dire ignorare le perplessità e preoccupazioni dei cittadini, significa semplicemente “non prendere scorciatoie”. Semmai la soluzione potrà arrivare da un patto per la sicurezza delle città, “dando ai sindaci il potere di mediare in determinate situazioni di tensione sociali e di applicare soluzioni adatte ai singoli casi”. Il sindaco Flavio Zanonato evidenzia come oggi il compito del PD sia "non quello di etichettare come razzista chi ha paura, ma quello di convincere quella persona che il nostro odo di contrastare il problema attraverso l'integrazione è l'unica soluzione possibile" Anche Don Mazzi attacca la politica del governo sull’immigrazione e condanna il sempre più diffuso binomio clandestinità=delinquenza. “Perché ci si dimentica così spesso di situazioni gravissime, come quelle determinate dalla presenza di associazioni mafiose camorriste e ndranghetiste sul territorio? Perché non si pensa alle migliaia di casi di violenza, soprattutto domestica, che vedono come protagonisti cittadini italiani?”. Forse la risposta è più ovvia di quanto si possa pensare: la lotta alle mafie e la difesa della legalità non portano voti, al massimo portano guai. Cavalcare l’onda della paura è molto più semplice, anche se come ricordato dal sacerdote ogni tanto rischia quasi di confondersi con la schizofrenia. “Una volta ho conosciuto un ragazzo affetto da questa malattia – ricorda – che ripeteva “bullone” in continuazione. Qualunque fosse la domanda o l’argomento lui rispondeva “bullone”. Ecco, il governo con la sicurezza fa più o meno la stessa cosa, la tira in ballo in continuazione, quando non sa come risolvere i problemi”.

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