30-08-2009
MARINO: DEMOCRATICI, CON CHIAREZZA!
Marino alla Festa Democratica. GUARDA IL VIDEO. “Un partito federale che dia risorse ai territori, un partito laico, democratico e di sinistra”. È questo il Partito Democratico voluto e sognato da Ignazio Marino, accolto alla Festa Democratica nazionale da una folla plaudente. “Il PD ha bisogno di chiarezza- ripete più volte nel corso dell’intervista condotta da Marco Damilano - Il partito deve essere una cerniera di tutti coloro che si riconoscono a sinistra e un punto cardine dell'opposizione. Dobbiamo esigere chiarezza, non è infatti possibile che il giorno in cui ci sono dei respingimenti tre leader che sono anche stati ministri abbiano posizioni opposte: uno dice che è d'accordo con Maroni, uno che è in disaccordo e uno resta a metà. Ma come fa un elettore di sinistra a capire cosa sta votando?”. Questioni irrisolte, scelga il popolo del PD. Incalzato dal suo intervistatore sulle differenze fra le tre mozioni Marino risponde: “Fondamentalmente le differenze tra la mozione Marino e le mozioni Franceschini o Bersani sono nella chiarezza e nella capacità di dire dei si e dei no”. E porta come esempio il tema del nucleare: “E’ stato calcolato che per il 2050 il pianeta avrà una temperatura di due gradi superiore a quella attuale. Ebbene di fronte a questo noi diciamo che il nucleare non lo vogliamo”. Stesso discorso per i cosiddetti “temi etici”, su cui il senatore scherza: “Pensavo che dopo la rivoluzione francese si chiamassero diritti civili” e prosegue: “Sono un cattolico che pensa che sia necessario lavorare per uno stato laico, perché la laicità è un metodo di lavoro”. È su questo punto che il candidato guadagna il suo applauso più fragoroso, con tanto di standing ovation, ed è a questo punto che propone un “referendum che chieda al popolo delle primarie come vuole sia scritta la legge sul testamento biologico. Se il 99 per cento dei nostri elettori dice no al mio disegno di legge sul testamento biologico allineandosi a Paola Binetti me ne farò una ragione, ma se il 99 per cento dei nostri elettori dirà si al mio disegno di legge anche la Binetti dovrà farsene una ragione”. Sull’organizzazione del partito, Marino difende l’uso delle primarie come meccanismo di scelta dei candidati. “Non voglio un partito piccolo di soli tesserati, voglio un grande partito. Primarie sempre e comunque perché il vento è cambiato e va in quella direzione e noi non vogliamo essere superati dalla storia”. Anzi, usando un termine scherzoso, parla anche di “doparie”, “per valutare se si tratta di persone da ricandidare o da sostituire con altri più bravi. Comunque lo deve scegliere la nostra gente”. Nomine Rai, regole da cambiare e in fretta. Al centro del dibattito anche le questioni di attualità, dall’attacco di Berlusconi alla libertà d’informazione alle nomine Rai: "Credo che ci sia da vergognarsi per quello che sta accadendo. Credo che il premier e i suoi giornali si dovrebbero occupare del fatto che il Paese si sta impoverendo, del fatto che abbiamo 8,9 milioni di poveri, 2,9 milioni di indigenti assoluti e servirebbe una reazione forte da parte del governo. Il problema è che nel nostro Paese c'è una questione molto importante sulla libertà di informazione con un presidente del Consiglio che ha il controllo della maggior parte delle tv, è il principale editore del Paese e ha un problema importante: non ama la stampa e quello che sta accadendo in questi giorni ne è la dimostrazione. Questo è un problema importante per un partito che si chiama Popolo della libertà". Da qui alla questione delle nomine in Rai il passo è breve e Marino dichiara: “Noi dobbiamo essere in grado di dire “nomine zero”. Impegniamoci a cambiare le regole del servizio pubblico. Io vi assicurò che se sarò eletto lo farò. Per quanto riguarda gli altri candidati credo che sia in ballo una questione di credibilità. Gli altri due candidati sono stati al governo e non hanno cambiato le regole, mi sembra poco credibile pretenderlo adesso con 100 voti di differenza alla Camera e 40 al Senato”. Una sanità a misura d'individuo. Si parla anche, e ovviamente, di sanità, che secondo Ignazio marino deve essere “una delle battaglie principali da portare avanti”. “La salute, secondo Costituzione è un diritto dell’individuo, non dell’italiano” esordisce richiamandosi alle alla morte dei 75 eritrei abbandonati in mare. Poi passa a delineare un’Italia in cui “dal Sud partono un milione di famiglie l’anno per andarsi a curare al Nord e a queste persone Bossi vuole imporre gabbie salariali per farle guadagnare di meno”. Ma non è solo la questione meridionale a preoccupare, “il Servizio sanitario nazionale è un bene da difendere e il Pd deve intervenire. In primo luogo introducendo un’agenzia al di sopra delle parti che si occupi di verificare e di valutare. In secondo luogo serve una verifica del S.S.N., al quale ogni anno gli sprechi sottraggono 15 miliardi, il 15% del finanziamento. In terzo luogo si deve lottare contro l’ingerenza della politica. I direttori sanitari devono essere vincolati a degli obiettivi e i primari devono essere scelti perché rappresentano il meglio e non perché sono amico di questo o quel politico”. Allenze sulla base dei programmi. E chiamato in causa sul tema delle alleanze, e in particolare con l’Udc, precisa: “Credo sia difficile fare un'alleanza con un partito che prende buona parte dei suoi voti dalle aree che votano Totò Cuffaro. Per noi la legalità è irrinunciabile". Mentre su ipotetiche alleanze con partiti della maggioranza scherza: “Non vorrei che si volesse fare del Pd una corrente del Pdl, siamo un partito di sinistra, alternativo, non facciamo alleanze con il Pdl". Ultima battuta sul rapporto con l’Italia dei valori: "Le alleanze vanno cercate sui programmi e sui contenuti e non strumentalmente su chi ci sta più simpatico o ci offre un'opportunità in più. So che i toni dell'Idv talvolta non sono quelli in cui mi riconosco ma ora è il momento di fare opposizione senza dividerci". Offeso dalle accuse del Foglio Sulle accuse del Foglio sui presunti rimborsi spesa gonfiati durante la sua permanenza all'università di Pittsburgh dice: "Mi sono molto offeso. Tengo molto alla mia carriera universitaria e non sono mai stato allontanato da nessuna universita'. E' stato uno sgabello tirato tra le gambe, molto all'americana. Naturalmente, ho proceduto con querele perchè sono rimasto molto colpito da questo attacco, ma penso che faccia parte del gioco. Credo che sia dipeso dal fatto che, pur definendomi un cattolico, ho una visione laica dello Stato e questo dà molto fastidio". In merito alla solidarieta' dimostratagli dai colleghi parlamentari e di partito, Marino ha aggiunto: "La difesa da parte del partito e dei parlamentari è stata molto gradita. Ma da alcuni, che in quel periodo a Palermo mi erano più vicini e mi conoscevano bene, questa solidarietà mi ha fatto molto piacere, come quella del presidente del Senato Schifani". MARINO ALLA FESTA DEMOCRATICA

newsletter
Iscriviti e ricevi via email le nostre notizie!

sondaggio
Giovani Democratici Siena
Partito Democratico | San Gimignano (Siena) · Via San Giovanni, 28 · Tel. 0577 940334 · Fax 0577 907186 · Email: info@sangimignanopd.it | Area riservata