24-03-2010
NUCLEARE IN ITALIA: SCELTA SBAGLIATA E TROPPA SUPERFICIALITA' DAL GOVERNO
Bersani (e con lui Enrico Rossi in Toscana) ribadisce il netto NO al nucleare come decisione approssimativa voluta dal governo e annuncia le proposte alternative del Pd in campo energetico e ambientale. Che ruolo avranno i candidati alle prossime elezioni regionali nelle fila del Pdl? Il loro giuramento pubblico davanti all'imperatore Berlusconi consentirà di scegliere se abbracciare la svolta nucleare tanto predicata dal governo o avranno la forza e il coraggio per rispondere di no? Chi decide: gli elettori o Berlusconi? Saranno governatori o vassalli? Sono domande di buon senso paradossali che possono sembrare anche surreali ma, nella politica italiana, purtroppo, corrispondono all'attualità di tutti i giorni. A queste domande lecite ha dato una risposta il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani durante una conferenza stampa tenuta presso la centrale nucleare di Borgo Sabotino nei pressi di Latina. “I candidati del centrodestra che dovessero vincere le elezioni regionali “non hanno il fisico” per dire successivamente no al Governo quando questi vorrà costruire sul loro territorio le nuove centrali nucleari”. Così invece di investire sull'efficienza energetica, sulle energie rinnovabili e sul rientro nel campo della ricerca del nucleare di quarta generazione, con i risultati elettorali, gli italiani potrebbero trovarsi una “bella” centrale atomica nel giardino di casa senza averla mai richiesta e senza alcuna sicurezza sull'effettiva efficacia vista l'antiquatezza dell'impianto di terza generazione. Per Bersani “non è sensato il ritorno dell'Italia al nucleare perché, ha spiegato, il nucleare è un sistema e non la costruzione di una o più centrali. Noi non siamo ancora all'abc, visto che dobbiamo ancora smantellare le vecchie centrali, non abbiamo ancora il sito di superficie e non abbiamo ancora l'Agenzia nazionale”. Vanno sfatate inoltre le legende tanto conclamate dal governo sui minori costi legati al nucleare: “i calcoli del governo - ha sostenuto Bersani - sono una stupidaggine, perché vengono fatti con i criteri della Corea, e non con quelli seguiti in Francia o in Finlandia”. “Mi sembra che qui si fa il pesce in barile – ha continuato il leader democratico - con norme che affermano che verranno consultate le regioni ma poi deciderà il governo; così si aprirà un percorso di incertezze. I governatori del centrodestra poi dicono che il nucleare e' bello ma non nelle loro regioni. Sabato ho visto che loro, come tutti gli altri candidati del centrodestra, hanno giurato nelle mani dell'Imperatore; non credo che abbiano il fisico per dire 'no' quando il governo vorrà mettere le centrali nelle loro regioni. Su questo i cittadini si regolino”. Affrontare la scelta nucleare come una possibile politica nazionale richiede uno studio non approssimativo come quello svolto dal Consiglio dei ministri. In tal senso il Pd si fa portavoce di politiche atte a: - lo smantellamento delle vecchie centrali, che è un'operazione industriale con ricadute tecnologiche importanti; - identificazione del sito di superficie; - varo dell'Agenzia nazionale; - ricerca sul nucleare di quarta generazione mentre mettiamo le nostre risorse dentro al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili.

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