06-05-2011
Approvato in consiglio provinciale il bilancio consuntivo 2010
Un bilancio che esprime una gestione oculata delle risorse, frutto di scelte che hanno dato impulso e sostegno al sistema senese, in coerenza con gli obiettivi di previsione. In un contesto difficile per le imprese e per molte famiglie la Provincia ha cercato di mettere in campo azioni anticicliche, attuando gli interventi previsti nel piano anticrisi e producendo riconosciuti benefici per il territorio. Insieme agli interventi per incentivare i processi di innovazione, di sviluppo economico e sociale, soprattutto verso lavoratori più colpiti dalla crisi, l’amministrazione provinciale ha posto particolare attenzione agli interventi di manutenzione straordinaria e agli investimenti per più di 44 milioni di euro di spesa in conto capitale. E’ stata messa in atto, inoltre, una politica che ha consentito di esprimere un’alta capacità di spesa, una positiva riduzione dei residui attivi e passivi, che hanno reso il bilancio meno pesante e più reale. Sono state liberate risorse per 18 milioni di euro: risorse essenziali in un contesto di difficoltà economica, di tagli ai trasferimenti statali e incertezza dovuta all’applicazione del federalismo fiscale, tenendo sempre in considerazione l’importanza del rispetto dei tempi di pagamento verso imprese e fornitori. Il bilancio consuntivo definisce interventi che sono il frutto di scelte che hanno visto la Provincia protagonista e parte attiva nel realizzare progetti di sostegno allo sviluppo economico e sociale della realtà senese. Nonostante le difficoltà che stanno vivendo le istituzioni locali, i dati fotografano una gestione oculata ed efficiente del denaro pubblico, nel rispetto dei vincoli del patto di stabilità e delle funzioni che la provincia è chiamata svolgere per il proprio territorio. Un contesto di incertezza generale che rischia di produrre ulteriori effetti negativi per i prossimi anni e sui quali sarebbe urgente operare una serie riforme a partire dalle modifiche al Patto di stabilità. Un provvedimento che era nato per garantire il contenimento del disavanzo, ma che, nel corso degli anni ha cambiato natura, arrivando a penalizzare gli investimenti degli enti locali e scaricando tutti i vincoli più odiosi e restrittivi su Regioni, Comuni e Province. Ormai siamo in presenza di regole che tendono a ingessare l’operatività delle amministrazioni locali, rendendo più difficile per il territorio investire per essere più attrattivi e competitivi. Una politica centralista penalizzante che per altro non incide sul debito pubblico, visto che la sua insostenibile crescita deriva prevalentemente dalle istituzioni centrali e governative. Stupisce l’estraniarsi da questa discussione da parte dell’opposizione, che in momento come questo dovrebbe essere propositiva verso l’azione di governo e capace di stimolare il governo nazionale in difesa dei bisogni e per la crescita di politiche attive e di sviluppo dei territori. Invece, nei dibattiti consiliari notiamo quasi un compiacimento per le difficoltà che vivono il territorio e gli enti locali. Marco Nasorri

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