07/10/2011
Il segretario Carli: Il 5 novembre a Roma, per una ricostruzione democratica e aprire una nuova prospettiva per il Paese.
Si avvicina l’appuntamento del 5 novembre a Roma con la grande manifestazione nazionale del Partito democratico. Da Siena ci muoveremo in tanti, come sempre, per far sentire la nostra voce e contribuire a quella grande spinta popolare di cui il Pd ha bisogno e che arriverà dalla piazza, dalle democratiche e dai democratici di tutta Italia.
Anche in città ci stiamo preparando all’appuntamento del 5 novembre, con una grande mobilitazione in tutti i quartieri e con assemblee pubbliche in tutti i diciassette circoli del Pd. L’obiettivo è quello di coinvolgere tutti i nostri iscritti, militanti, elettori e simpatizzanti in una grande iniziativa politica, fatta di centinaia di incontri, dibattiti, banchetti, volantinaggi, ma anche di ‘tam tam’ su internet e nei social network, che troverà il suo culmine il 5 novembre a Roma.
In questa fase cruciale per l’Italia, il Pd è chiamato ad interpretare un’esigenza di riscossa per la ricostruzione di questo Paese, per riprenderci la dignità e il ruolo che ci spetta nel consesso internazionale. Ci troviamo a dover affrontare un’emergenza che non è solo economica e finanziaria. Per quindici anni l’Italia è rimasta inchiodata a una logica plebiscitaria, personalistica e populista: la logica del ‘ghe pensi mi’, che ci ha portato al baratro economico e sociale.
Compito del Pd è porsi alla guida di un grande processo di ricostruzione democratica, civile e sociale. Il 5 novembre dev’essere la data cruciale non solo per voltare pagina rispetto a Berlusconi e al berlusconismo, ma soprattutto per gettare le basi per il dopo, per creare le condizioni per quella riscossa civile da più parti invocata. Il Pd deve avere l’ambizione e il compito di costruire una nuova prospettiva per il paese, lanciando una sfida di sistema, con al centro alcuni punti chiave: un nuovo patto sociale fra le forze produttive e sociali per il lavoro, l’occupazione, la crescita, lo sviluppo, l’innovazione; e la riforma del sistema istituzionale, politico e democratico, che ha bisogno di essere rinnovato, snellito nei costi, semplificato nella capacità di decidere.
Le scelte sbagliate e inique fatte dal Governo con la manovra non erano le uniche possibili: il Pd aveva proposto un prelievo sui capitali scudati, per arrivare a un’aliquota in linea con quella applicata da altri Paesi europei che hanno preso misure analoghe; un’imposta sui grandissimi patrimoni; il recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale attraverso strumenti di tracciabilità dei pagamenti. Misure che avrebbero prodotto un gettito più che sufficiente da una parte ad evitare l’aumento dell’Iva, i tagli agli enti locali – e quindi ai servizi ai cittadini – e le altre misure recessive contenute nella manovra; dall’altra a destinare nuove risorse allo sviluppo, alla crescita, alla creazione di nuova occupazione, alla scuola e alla ricerca, al sostegno delle nuove generazioni.
La svolta che dobbiamo imprimere al Paese, quella riscossa democratica che non è più rinviabile, non può che passare attraverso la fine anticipata della legislatura e nuove elezioni. Il Pd dovrà fare tutto quanto in proprio potere affinché si arrivi prima ad una nuova legge elettorale, che spazzi via le storture del ‘porcellum’ ed introduca strumenti adeguati alle esigenze di governabilità di una democrazia compiuta, in un rapporto diretto fra cittadini ed eletti, riconsegnando quindi agli elettori la scelta dei propri rappresentanti, oggi usurpata agli italiani da una legge voluta da questa maggioranza. Per questo il Pd, da mesi, ha depositato una proposta di riforma della legge elettorale.
Il risultato straordinario della raccolta di firme per l’indizione del referendum elettorale, conseguito dai comitati promotori – un milione e 200mila i cittadini italiani che hanno firmato – va letto in continuità con i passaggi della primavera scorsa: l’arretramento del centrodestra, l’affermazione elettorale del Pd e la conquista di importanti amministrazioni locali; e poi i referendum di giugno, che hanno sancito il ‘no’ popolare alle scelte sbagliate del Governo su acqua, nucleare e leggi ad personam’. Nel Paese è sempre più forte un grande movimento di opinione, che chiede di essere rappresentato e convogliato in un progetto serio e credibile di rinascita democratica. Il Pd deve fare questo. L’appuntamento del 5 novembre è l’occasione per farlo e per aprire una nuova stagione. Vi aspettiamo in tanti!

Giulio Carli
Segretario dell’unione comunale del Pd di Siena

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